I nostri laboratori


Noi intendiamo il Teatro come la forma di comunicazione più ampia, uno spazio vuoto nel quale si possono invitare all’opera e legare, la scrittura, la musica, il canto, la danza, la pittura, la scenografia, l’illuminazione, la fotografia, il cinema, i corpi. Se siamo all’aperto, anche il sole di giorno, la luna, la notte, le nuvole, la pioggia, il vento. Estremo spazio per tutti. Anche per l’Educazione.

Attraverso l'analisi del testo e la successiva messa in scena di uno spettacolo teatrale, coinvolgeremo le persone in un percorso mirato alla scoperta delle loro capacità comunicative-relazionali, che rappresenti una valida occasione di socializzazione. Tramite la riattivazione pienamente cosciente e guidata del processo imitativo che compie il teatro, è possibile prendere le distanze da se stessi ed osservare attentamente e con spirito critico altri personaggi, altre esistenze, altre abitudini, altre etiche. Questo induce inevitabilmente a costruirsi uno spazio di riflessione e di conoscenza rispetto all'Altro, stimolato dalla curiosità e dal gioco teatrale, che rappresenta un concreto inizio verso la sperimentazione diretta di un'altra cultura, e quindi di una proficua relazione con essa.

I laboratori sono ideati e curati da Daniele Lamuraglia, scrittore e regista di teatro e cinema, insieme a Laura Lippi, educatrice e critica dello spettacolo.


IL SIGNORE DELLE MOSCHE


Democrazia e Violenza: La regole della convivenza civile e la sopraffazione dell'altro attraverso la messa in scena de "Il signore delle mosche" di William Golding.


PROGETTO DI LABORATORIO TEATRALE E EDUCAZIONE CIVICA


Il laboratorio IL SIGNORE DELLE MOSCHE è una scommessa sul futuro dell’umanità, affidata alla naturale indole e alla capacità di organizzazione di un gruppo di ragazzi, così come accade nel romanzo di William Golding, Il signore delle mosche.

Nelle cronache quotidiane risaltano frequenti fenomeni di violenza e "bullismo" perpetuati con gratuità a danno di coetanei. La violenza e la sopraffazione sembrano caratterizzare la "naturalità" dei comportamenti, una volta che si manifestano come liberi da un sistema di regole strutturato per la reciproca convivenza. Questa è la provocazione suggerita dal Signore delle mosche, dove un gruppo di ragazzi inglesi, e di buona estrazione sociale, si trovano naufraghi e unici superstiti su di una isola nel Pacifico. Nel tentativo di organizzare la loro sopravvivenza, i ragazzi emulano in modo quasi "istintivo" le regole democratiche imparate dagli adulti, ma col passare del tempo, in un percorso di ancestrale regressione della Storia dell’Uomo (o prospettiva di un progressivo futuro?), saranno sopraffatti dall’emergere di paure irrazionali e comportamenti selvaggi.

Il romanzo di Golding, amaro nel suo pessimismo sulla "cattiveria" della natura umana quando non educata, diventa per noi il canovaccio per studiare insieme ai ragazzi il problema dell’autogestione di un gruppo. Le regole democratiche sono un frutto prezioso da acquisire e tutelare da devianze esterne. Il signore delle mosche mostra come sia possibile andare avanti o indietro rispetto alle regole della convivenza, e invita ad interrogarsi sulla società che abbiamo davanti: stimola il rispetto dell’Altro nella costruzione di una reciproca convivenza, o come la Natura selvaggia del romanzo induce alla sopraffazione – che fra i giovani prende il nome di Bullismo?

E’ necessario che i ragazzi non subiscano in modo passivo regole cadute dall’alto, ma siano educati a comprendere e acquisire come propri quei valori positivi che hanno fatto la Storia della Democrazia, che per noi affonda le radici nella Resistenza e nella carta della Costituzione. Attraverso la parabola del Teatro, i ragazzi saranno esortati a divenire "attori" attivi nella messa in scena della società di oggi, che non deve mai rinunciare a migliorarsi.


PERSONALE COINVOLTO


Insegnanti, Formatori, esperti esterni


OBIETTIVI GENERALI


Attraverso l'analisi del testo e la successiva messa in scena di uno spettacolo teatrale, coinvolgeremo i ragazzi in un percorso mirato alla scoperta delle loro capacità comunicative-relazionali, che rappresenti una valida occasione di socializzazione e collaborazione tra i giovani che vi partecipano. Tramite la riattivazione pienamente cosciente e guidata del processo imitativo che compie il teatro, è possibile prendere le distanze da se stessi ed osservare attentamente e con spirito critico altri personaggi, altre esistenze, altre abitudini, altre etiche. Questo induce inevitabilmente a costruirsi uno spazio di riflessione e di conoscenza rispetto all'Altro, stimolato dalla curiosità e dal gioco teatrale, che rappresenta un concreto inizio verso la sperimentazione diretta di un'altra cultura, e quindi di una proficua relazione con essa.

L’idea di base che lo spettacolo sia fondato sull’esclusivo apporto degli studenti, farà in modo che emergano le diverse attitudini e modalità nel rappresentare i propri pensieri.


OBIETTIVI SPECIFICI


  • Acquisizione di consapevolezza del tema della violenza da parte degli alunni ed elaborazione di strategie personali e collettive per la sua analisi.
  • Promozione dell'empatia e della capacità di assumere il punto di vista altrui.
  • Acquisizione dei primi strumenti teatrali: conoscenza delle regole sceniche, uso della voce e gestione del corpo. Agli studenti verranno insegnati quegli aspetti fondamentali della recitazione legati alla messa in scena di un'opera teatrale: l'analisi e l'interpretazione del testo, la psicologia e il contesto ambientale dei personaggi, la disposizione nello spazio scenico, la voce, la gestualità, e tutti gli altri codici del linguaggio teatrale.
  • Padronanza dei vari mezzi e delle diverse tecniche espressive.
  • Valorizzazione degli stili personali e rifiuti delle stereotipie.
  • Sollecitazione e rafforzamento della fantasia, dell’immaginazione, della creatività: Organizzazione, modificazione e progettazione di interventi sull’ambiente;
  • Sviluppo delle capacità di assunzione di ruoli diversi e di processi regolati di identificazione-proiezione: i giochi proposti dal laboratorio aiutano a sviluppare la socialità, a promuovere efficacemente la comunicazione, a riconoscere e sbloccare sensazioni e dinamiche quali ansietà, aggressività, competizione, "paura" dell’altro. Usando i giochi in un gruppo di persone che si conoscono poco tra loro si rende la comunicazione più fluida, soprattutto con persone timide che hanno bisogno di essere stimolate. Eventuali ostilità e barriere verso chi èè invece sconosciuto si rompono più facilmente. Tra persone che si conoscono infine i giochi sbloccano situazioni statiche e/o fanno emergere determinate dinamiche che impediscono il flusso di comunicazione nelle interrelazioni.Il divertimento procurato dai giochi del laboratorio aiuta molto a creare un’identità di gruppo e si raggiungono più facilmente coesione, partecipazione e la nascita di un’atmosfera aperta di accettazione reciproca, funzionale all’espressione delle proprie capacità creative.
  • Controllo e gestione dei "moti" affettivi ed emotivi.

L’obiettivo finale del laboratorio è fornire uno strumento educativo che aiuti a sviluppare le capacità diverse dei ragazzi, stimolandone la percezione e l’espressione creativa, e che insegni a riconoscere e rispettare le proprie e altrui caratteristiche e potenzialità, facendole "cooperare" sinergicamente piuttosto che "competere".La cooperazione può stimolare il senso della comunità perché le persone che giocano insieme stanno anche bene insieme. Essa fornisce infine uno strumento ludico per poter apprendere a cambiare i propri ruoli, sia quelli assunti nei giochi che quelli "imposti nel grande gioco della vita".


ATTIVITA’ ANALISI DEL TEMA


  • Dal rispetto di sé al rispetto dell’altro
  • Necessità e bisogni della convivenza: l'uomo animale sociale
  • La trasgressione delle regole che permettono la convivenza civile
  • La violenza nella realtà scolastica: il bullismo
  • Educazione alla legalità
  • Analisi storica del concetto di democrazia
  • Le Democrazie contemporanee

PERCORSO TEATRALE


  • Analisi "attiva" del testo: l'emotività del personaggio
  • Tecniche di base del teatro (la respirazione, il movimento nello spazio scenico, gestualità, costruzione del personaggio)
  • Role Playing: partecipazione a giochi drammatici di gruppo e scambio di ruoli
  • Realizzazione e messa in scena dello spettacolo ispirato al "Signore delle mosche" di William Golding

IL RIFIORIRE DELLA FIABA


PROGETTO DI LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA


Sappiamo ormai molte cose sul valore educativo della fiaba per la crescita dei bambini, e come fattore di equilibrio tra le pulsioni inconsce e lo sviluppo delle conoscenze. Con questo laboratorio vogliamo aprire le potenzialità di questo genere di racconto ad una dimensione che le è propria, e soprattutto che è naturale ai bambini: la mimesi, ovvero la teatralità nel suo significato più originario. Il termine mimesi copre una gamma di comportamenti umani accomunati dal fare come. Mai come nella prima infanzia il linguaggio è immediatamente appreso e "ri-giocato" dall’intero corpo. Il bambino imita non solo gli altri esseri umani ma tutto. Per esempio, per capire che cos'è una sedia, imita la sedia.

Il piccolo essere umano ha bisogno di un modello esistenziale da imitare, che può essere una persona vicina o un personaggio leggendario e fiabesco. E il processo di imitazione coinvolge non solo la parola scritta e orale, ma anche naturalmente l’intero corpo con tutto l’insieme della gestualità e dell’emotività. Con questo percorso educativo vogliamo quindi permettere ai bambini di riappropriarsi delle loro preziose facoltà di rielaborazione espressiva ed emozionale, grazie alle potenzialità teatrali del racconto fiabesco, ed alla infinita e ciclica capacità che esso possiede di rinascere sempre rinnovato: sarà appunto il rifiorire della fiaba.

Lavoreremo in forma ludica con i bambini, compiendo una serie di passaggi, che si susseguiranno e a volte intrecceranno.


PERSONALE COINVOLTO


Insegnanti, Formatori, esperti esterni, Famiglie.


OBIETTIVI GENERALI


  • Capacità comunicativa;
  • Acquisizione della fiducia nelle proprie capacità di espressione e comunicazione;
  • Saper esprimere le proprie idee;
  • Consapevolezza della possibilità di saper esprimere le medesime esperienze in modi diversi;
  • Capacità narrativa;
  • Capire gli eventi storici, saper collocare il tempo;
  • Sviluppo delle capacità senso-percettive;
  • Sviluppo degli Schemi dinamici e posturali;
  • Saper coordinare i movimenti;
  • Corretta gestione del proprio corpo in relazione con gli altri e con l’ambiente;
  • Saper utilizzare correttamente i linguaggi corporei, sonori e visuali;
  • Saper progettare, inventare, e improvvisare;
  • Sviluppo della Creatività;
  • Cooperare e stare con gli altri;
  • Assunzione di Valori;
  • Rispetto delle Regole.

OBIETTIVI SPECIFICI

  • Padronanza dei vari mezzi e delle diverse tecniche espressive;
  • Valorizzazione degli stili personali e rifiuti delle stereotipie;
  • Sollecitazione e rafforzamento della fantasia, dell’immaginazione, della creatività esteticamente ed artisticamente valida;
  • Valorizzazione delle esigenze espressive di ciascun bambino e loro utilizzazione con il rilancio, in chiave progettuale, di temi da sviluppare, storie da inventare, creazioni scritte individuali e di gruppo (primi esperimenti di scrittura);
  • Organizzazione, modificazione e progettazione di interventi sull’ambiente;
  • Sviluppo delle capacità di assunzione di ruoli diversi e di processi regolati di identificazione-poiezione;
  • Partecipazione a giochi drammatici di gruppo e scambio di ruoli;
  • Controllo e gestione dei "moti" affettivi ed emotivi.

ATTIVITA’


Lettura della fiaba


La prima indispensabile lettura, sarà già interpretata e "giocata" con accorgimenti interpretativi teatrali. Il testo, le frasi che lo compongono, non sono mai costruzioni asettiche da replicare, ma possiedono un universo di possibilità e sfumature interpretative. Come diceva l’antropologo Marcel Jousse "una frase che non si dondola non solo disturba la respirazione ma disturba l’intero organismo. La grande forza di convinzione di un uomo risiede nella sua capacità di abbracciare il proprio uditorio e cullarlo come una madre culla il suo bambino. Siamo sostanzialmente esseri cullati e dondolanti".


Traduzione in un linguaggio adatto


Le fiabe che troviamo sono il frutto di varie traduzioni, che a partire da un racconto popolare alcuni scrittori o traduttori, hanno portato ad una necessità legata al tempo e al luogo, all’età, alla cultura che intendevano raggiungere e al suo livello linguistico. E' quindi necessario compiere proprio insieme ai bambini questa traduzione, che riporti il racconto al loro universo linguistico, senza dimenticare che una fiaba è anche l’occasione per imparare termini nuovi. Ogni nuova parola è infatti un piccolo mondo di conoscenze che si apre, che va però introdotto grazie all’uso delle altre parole già conosciute.


Traduzione all’attualità


Non bisogna dimenticare che le fiabe sono nate in corrispondenza di un ambiente storico determinato, e che di quello riecheggiano gli usi, i costumi, gli oggetti. E' appurato che esse siano in grado di muovere degli impulsi psichici profondi che rappresentano l’essere umano al di là delle epoche (archetipi). Ma è anche vero che è utile riportare l’insieme degli elementi fisici ed immaginari ad un parallelo con quelli della nostra epoca, poiché è con essi che i bambini hanno a che vedere tutti i giorni. Questa analogia sarà guidata e compiuta insieme a loro: sarà come la creazione di una metafora collettiva.


Scoperta dei significati e degli insegnamenti


Non è trascurabile il fatto che ogni fiaba proponga dei significati e quindi degli insegnamenti. I bambini grazie ad essi hanno la possibilità di comprendere come relazionarsi con gli altri, coi loro amici, coi genitori, con gli adulti. In primo luogo sarà quindi utile capire il senso o i sensi che vuol trasmettere la fiaba, e successivamente trarre alcune possibilità di comportamento che potrebbero dimostrarsi efficaci nel rapporto con gli altri.


Scrittura di un copione per Immagini e Disegni


A questo punto inizia una fase materiale di creazione. Il primo strumento di lavoro e di gioco, sarà un copione, che rappresenterà il documento collettivo sul quale saranno fissate tutte le nuove acquisizioni, così che il percorso compiuto non abbia mai a disperdersi, ma anzi, conservi la sua energia. Il copione dovrà avere le caratteristiche del loro livello conoscitivo, e le forme delle loro possibilità espressive: sarà quindi costituito da una specie di scrittura geroglifica, ovvero composta essenzialmente di disegni che riescano ad evocare la memoria di quanto già stabilito ed imparato.


Ritratti dei Personaggi


Ogni fiaba è composta da personaggi, ed è proprio su questi che si compie il primo processo di imitazione. Ci sarà dunque una fase dedicata al ragionamento intorno alla mentalità, al carattere, alle scelte, alle decisioni, dei personaggi. Verranno giudicati come spesso vengono giudicati i bambini stessi per le loro azioni e comportamenti. E' un processo di distanziamento utile per poi poter giocare attraverso di loro, per poter immedesimarsi. E' oltretutto importante per abituarsi a compiere quel distacco critico che poi ogni bambino deve fare, per poter compiere le prime scelte sui valori da seguire.


Attribuzione dei Personaggi


Il passaggio al gioco della mimesi si compie con l’attribuzione dei personaggi ai bambini, che viene realizzata col loro coinvolgimento diretto. Come succede spesso, ci saranno dei personaggi più scelti, ma potremo verificare anche la consonanza delle diverse figure con i caratteri dei bambini. In ogni caso i ruoli verranno attribuiti con dei turni ai bambini, così che abbiano anche la possibilità di confrontarsi e giocare ad imitare diversi personaggi, anche quelli a loro più lontani.


Costruzione delle maschere


Una volta definita l’interiorità del personaggio, ne scopriremo la relativa esteriorità. Ci porremo la seguente domanda: che tipo di abbigliamento, che oggetti, che volto possiede quel personaggio che ha le caratteristiche interiori che abbiamo già visto? E anche qui la manualità prenderà il suo spazio, col costruirsi di quella maschera che corrisponde al personaggio.


Costruzione delle scene


I personaggi e la vicenda sono situati in un ambiente, ed è importante che gli stessi bambini siano invitati a immaginarelo e costruirlo. Abbiamo già detto della analogia fra l’epoca della fiaba e l’epoca odierna che proporremo: una volta delineata questa metafora, inizieremo a materializzarla con la costruzione degli oggetti e delle scene relative. Questa fase della manualità e manipolazione serve all’edificazione di un proprio ambiente emotivo, nel quale far prendere vita al gioco della mimesi.


Creazione dei rumori, dei suoni, delle musiche


Ad ogni ambiente fiabesco, corrisponde un ambiente acustico, un insieme di rumori, suoni, musiche che corrispondono al luogo, alla sequenza degli avvenimenti, ed ai sentimenti espressi. Sarà cura dei bambini pensarli, inventarli, crearli, eseguirli, suonarli, riprodurli. L’acustica è una delle facoltà da stimolare, coordinare, educare, e lo strumento della fiaba da teatralizzare è un’occasione per cogliere il legame tra il mondo e i suoni, e la naturalezza di questo rapporto.


Creazione delle luci


Quello che abbiamo detto per l’udito possiamo ripeterlo per la vista, un’altra funzione fondamentale per instaurare un rapporto col mondo. Il termine "teatro" deriva in origine proprio da questa attività: la radice della parola nel greco antico è legata al verbo "vedere". E vediamo secondo quello che il gioco delle luci ci permette di vedere. Una stanza illuminata col neon non trasmetterà mai l’effetto di quella luce emessa dalla fiamma, che i bambini ormai ricollegano solo al raro e magico momento della torta di compleanno. Ma la luce è capace di suscitare emozioni e pensieri diversi: il sole del tramonto continuerà a dirci cose sempre diverse da quello di mezzogiorno.


Messa in scena


Arriviamo infine alla messa in scena della fiaba, allo spettacolo dove tutto il lavoro che è stato realizzato si compie, e diciamo che si sublima. è il momento nel quale può finalmente esplodere il desiderio di porgere la propria piccola grande opera agli altri, il dono che unisce la felicità di chi lo riceve con quella di chi lo dà. è un altro momento educativo fondamentale, quello nel quale si è spinti a raggiungere la massima concentrazione, la massima attenzione, la maggiore coesione del gruppo, che alla fine deve divenire una cosa sola.