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NULLA, TI AMO
NAPARTENOPEA
IL PICCOLO GRANDE SENSO DEL DOVERE
     
  regia e sceneggiatura Daniele Lamuraglia
  scenografie Mirco Rocchi
  fotografia Michele Sapia
  costumi Loredana Riccetti
  musica Massimiliano Pace
  fonica Corrado Meloni
     
  coordinamento attori Alessandro Brandi
  coordinatrice di produzione Marina Valor Navarro
  produzione esecutiva Enrico Ravalli

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L'UOMO COL SEMAFORO
LE DANZE DI BILLY E DIJANA


Adattamenti _ classici

L'uomo che piantava gli alberi _ dal racconto di Jean Giono
Scritture murate _ il carcere di Dostoevskij, Wilde e Kafka

Teatro Canzone

Fred e Fiore

Rom, Gitani, Zingari _ libertè

Cristo Gitano _ lo Spirito
Zingarità _ l'Amore
Telerom _ l'Immaginario

Diritti Civili _ egalitè

Profughi _L'esilio dalle Masse
Il Diritto del Sogno _L'Educazione dagli adulti
Chisciotte _ La mobilità del lavoratore
La società dei Bulli _L'Educazione dei giovani

Resistenza _ fraternitè

Potente _ La Gioventù Preziosa
Da Parte a Parte _ L'Etica Resistente
Firenze 17 luglio '44 _ Film documentario

IL PICCOLO GRANDE SENSO DEL DOVERE

Sabato 6 Marzo 2010 ore 20:30, Cinema Odeon

Questo film rompe il silenzio che era calato su migliaia di famiglie italiane dall'ultima guerra mondiale ad oggi. La storia che viene raccontata attraverso la vita del protagonista è quella di oltre 600.000 militari italiani (circa l'86% dell'esercito) che si rifiutarono di aderire al nazifascismo e pagarono questa scelta con la reclusione, e spesso la morte, nei campi di lavoro germanici.
Egisto Grassi, figlio di una orgogliosa famiglia popolare che non condivide il fanatismo fascista, entra a lavorare a 15 anni nelle prestigiose Officine Meccaniche Galilei, specializzate nella produzione di strumenti ottici. Proprio per tale qualifica professionale al momento della visita di leva viene assegnato ai sommergibili della Marina italiana. Lui che non aveva mai visto il mare, si trova immerso in profondità dentro un mostro meccanico.
Sei mesi dopo l'inizio del servizio militare scoppia la Seconda Guerra Mondiale, e si trova a compiere col suo sommergibile Platino una delle più importanti azioni della Marina italiana.
Alla caduta del fascismo, e in quel tragico giorno dell'Armistizio dell'8 settembre 1943, si trova in territorio tedesco, a Danzica, per esercitazioni. È il momento della scelta: aderire al nazifascismo oppure attendere un buio destino. Egisto, come molti altri compagni, decide di “non andare a combattere contro altri fratelli italiani”, e dopo pochi giorni è recluso in un campo di lavoro come “internato militare italiano”. Una definizione che sarà come un marchio d'infamia durante quei terribili mesi di prigionia, e un titolo da celare nel fondo della propria coscienza anche dopo la Liberazione e nei decenni a venire: per i sopravvissuti della Destra saranno considerati traditori del fascismo; per la Sinistra degli ex militari del fascismo.
Il film mette in luce l'essenza di questa vicenda storica, reinterpretando i personaggi, i luoghi, le situazioni, come se riemergessero dai ricordi che appaiono nei sogni, in un ambiente rievocato dalla creatività degli attori, dall'originalità delle scenografie, delle luci, delle inquadrature, delle musiche, del montaggio, sovrapponendo rielaborazioni d'immagini di repertorio con scene ideate nelle riprese. Un piccolo grande senso del dovere che è maturato nel corso di tre anni, sbocciati insieme ad un gruppo di artisti che avvertono ancora l'impegno civile come uno degli stimoli principali della loro opera.

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