Ultime produzioni

NAPARTENOPEA

Anna Granata – canto
Susanna Bertuccioli – arpa
Filippo Pedol – contrabbasso
Milena Scioscia – voce

Daniele Lamuraglia - regia
Ilaria Paoletti - scene e costumi
Gianluca Masala – fonica e luci
Laura Lippi - organizzazione


Il piccolo grande senso del dovere
L' uomo col semaforo
Le danze di Billy e Diana

Adattamenti _ classici

L'uomo che piantava gli alberi _ dal racconto di Jean Giono
Scritture murate _ il carcere di Dostoevskij, Wilde e Kafka

Teatro Canzone

Fred e Fiore

Rom, Gitani, Zingari _ libertè

Cristo Gitano _ lo Spirito
Zingarità _ l'Amore
Telerom _ l'Immaginario

Diritti Civili _ egalitè

Profughi _L'esilio dalle Masse
Il Diritto del Sogno _L'Educazione dagli adulti
Chisciotte _ La mobilità del lavoratore
La società dei Bulli _L'Educazione dei giovani

Resistenza _ fraternitè

Potente _ La Gioventù Preziosa
Da Parte a Parte _ L'Etica Resistente
Firenze 17 luglio '44 _ Film documentario


NaParteNoPea

storie in musiche di sirene


Sabato 27 Febbraio 2010 ore 21
Limonaia di Villa Montalvo a Campi Bisenzio – via di Limite

Quattro artisti in scena rievocano l’atmosfera magica delle caratteristiche corti napoletane, attraverso una storia rivissuta da una cantante, un'arpista, un contrabbassista, un'attrice. Ognuno di loro è un personaggio che partecipa ad una unica storia intessuta con i testi di alcune delle più belle canzoni della musica napoletana.
Musica e Teatro in scena per riascoltare e riscoprire i classici immortali della canzone napoletana sotto una nuova luce: Anema e core, Io te vurrìa vasà, Tazzulella 'e café …

La raffinata voce della cantante Anna Granata, accompagnata dalle straordinarie sonorità dell’arpa di Susanna Bertuccioli (prima arpa del Teatro Comunale), dalle note creative del contrabbassista Filippo Pedol, dai gesti evocativi e dalle intense parole dell’attrice Milena Scioscia, sotto la direzione del regista Daniele Lamuraglia.

Questa opera rappresenta una novità nel lungo percorso della musica napoletana.
Per la prima volta le celebri canzoni vengono eseguite da quell'antichissimo strumento che è l'arpa, ma reinterpretate con arrangiamenti moderni e con l'apporto creativo del contrabbasso. I brani s'integrano armoniosamente con le invenzioni vocali, trasmettendo un'atmosfera mutevole, che passa sorprendentemente dai toni melodrammatici a quelli spensierati, dal poetico all'ironico, dal pathos alla leggerezza.
L'attrice ci fa scoprire un altro aspetto poco compreso e valorizzato del repertorio partenopeo, che ne rappresenta una delle sue più potenti qualità: la capacità di queste canzoni di evocare una storia.
I testi, prima che cantati, vengono infatti interpretati e vissuti in forma di prosa coinvolgendo tutti e quattro gli artisti in un'unica vicenda, facendoci scoprire la straordinaria abilità di descrivere piccoli e compiuti racconti, che ha reso così feconda e condivisa questa tradizione.