Ultime produzioni

NULLA, TI AMO
NAPARTENOPEA
IL PICCOLO GRANDE SENSO DEL DOVERE
L'UOMO COL SEMAFORO
  testo e regia Daniele Lamuraglia
  con Antonio Varlotta
  e con Janua Bisconti, Laura Lippi, Loredana Riccetti, Milena Scioscia
     
  con la straordinaria partecipazione di Anna Granata
     
  fonica e luci Gianluca Masala
  organizzazione Laura Lippi
     
 

 
LE DANZE DI BILLY E DIJANA

Adattamenti _ classici

L'uomo che piantava gli alberi _ dal racconto di Jean Giono
Scritture murate _ il carcere di Dostoevskij, Wilde e Kafka

Teatro Canzone

Fred e Fiore

Rom, Gitani, Zingari _ libertè

Cristo Gitano _ lo Spirito
Zingarità _ l'Amore
Telerom _ l'Immaginario

Diritti Civili _ egalitè

Profughi _L'esilio dalle Masse
Il Diritto del Sogno _L'Educazione dagli adulti
Chisciotte _ La mobilità del lavoratore
La società dei Bulli _L'Educazione dei giovani


Resistenza _ fraternitè

Potente _ La Gioventù Preziosa
Da Parte a Parte _ L'Etica Resistente
Firenze 17 luglio '44 _ Film documentario

L'UOMO COL SEMAFORO

martedi 1 giugno ore 21 - mercoledi 2 giugno ore 18
Casa del Popolo di Serpiolle - via delle Masse

Un omino arriva all'angolo di una strada di città e si costruisce il suo semaforo. Apre un libro e aspetta.
Questo è l'avvio della storia de “L'uomo col semaforo”, una favola metropolitana comica e poetica, che gira intorno alla giornata di un personaggio delicato e puro.
Lo incontrano alcune passanti casuali, e senza che lui lo richieda, gli esprimono le loro opinioni sulla propria situazione. Cominciano a parlare del traffico, ma la visione ingenua dell'omino riporta i problemi ad un livello talmente essenziale da mettere in crisi ogni luogo comune, e trasforma quegli scambi verbali in piccoli illuminanti dialoghi esistenziali.
Le avventrici lo incontrano ognuna una prima volta al mattino, quando iniziano i loro impegni; poi lo ritroveranno alla sera, sempre lì, col suo libro, ad aspettare qualcosa o qualcuno.
Ma la prima serie mattutina dei dialoghi ha lasciato in ognuna un segno inciso nel cuore, e quando ritornano per la seconda volta, invece che a esporre ripetitivamente i loro pareri e problemi, sono predisposte all'ascolto di quell'omino ormai decisamente affascinante, che ha loro realmente e poeticamente aperto la strada per una nuova e profonda conoscenza di se stesse.
Alla fine sarà per ognuna delle passanti come il proprio piccolo principe dell'anima. Un po' come nei secoli passati lo sono stati il principe Miskin di Dostoevskij e quello piccolo di Saint-Exupery. Fin quando non comparirà quella cosa o persona che l'omino per così tante ore aveva pazientemente atteso...