Da parte a parteTeatro del Legame

presenta

DA PARTE A PARTE

regia di Daniele Lamuraglia

 

In occasione del 60° anniversario della Liberazione nazionale, con il patrocinio di A.N.P.I. Oltrarno

Prima: Firenze, Teatro Puccini, 2005

Presentazione

Da parte a parte vuol essere un teatro per la memoria della Resistenza, che rievoca, attraverso immagini, musiche, luci, alcuni passaggi di quella drammatica parabola che ci portò dall’oppressione alla liberazione. La scelta radicale e sofferta di una parte, ha saputo riscattare un intero popolo dall’abbrutimento nel quale lo aveva condotto un potere ignorante delle regole della democrazia. Questa parte, la cui impresa all’inizio poteva apparire utopistica, ha rappresentato uno dei rari momenti alti della giovane storia dell’Italia unitaria. Per molti oggi, resistenza è sinonimo di retorica: ma retorico è questo stesso atteggiamento di chi vive solo di piccoli gesti quotidiani, ed ormai infastidito da coloro che nel passato hanno dato un obbiettivo più rischioso e più grande della propria vita, fino ad essere disposta a sacrificarla per la comunità.

Il teatro ha tentato due vie per affrontare questa storia: la riproposizione di documenti e testi con delle letture, che spesso però assomigliano a delle commemorazioni ufficiali; oppure la trasfigurazione dei codici della tragedia classica, che come ogni trasfigurazione è anche una presa di distanza, dalla quale inoltre, chi assiste, deve possedere le chiavi culturali.

Da parte a parte tenta una terza via: riecheggiare alcune voci che provengono da campi differenti del conflitto (giornali esteri, autorità di governo, stampa clandestina, poeti, scrittori, leaders dell’opposizione, gente della strada), accompagnate da immagini (diapositive) e luci; tutto per ricreare le atmosfere di alcuni dei momenti più significativi e drammatici di quell’esperienza. La scelta dei testi inoltre, ha teso ad identificare quei richiami che appaiono più in sintonia con i caratteri di ogni manifestazione di un regime autoritario: di ciò che fa assomigliare il potere tirannico di quei tempi, con i tempi che stiamo vivendo. Queste somiglianze si sciolgono nell’ultima parte dello spettacolo, dove un testo propriamente teatrale, recitato da tre personaggi (Tre parti) che rappresentano tre grandi tipi e soggetti sociali della storia italiana, mette in scena le differenze e la trasformazione moderna del fascismo, già delineata da autori come Sciascia e Pasolini . Abbiamo cercato di usare nello stesso tempo un linguaggio immediato e diretto, e uno più simbolico e metaforico, in modo da poter essere letto a più livelli: una funzione didattica per i più giovani, e uno stimolo alla memoria e alla riflessione per chi già conosce quelle vicende che non finiscono di riversarsi sulla vita dei nostri giorni: come ogni passato che non può evitare di fondare il presente.